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Perché una nuca e non una sfilata intera? La storia della mia copertina.

La sintesi visiva di un libro molto spesso è delegata alla copertina o, meglio, all’immagine che si sceglie. Dopo il viaggio raccontato tra chilometri e passerelle, trovare una sintesi capace di esaltare sia il lato sensuale che quello tecnico, riassumendo tutto in una sola foto, era diventata la sfida più complessa.



Il risultato finale: un'immagine che parla di eleganza e mistero.



La tentazione del "già visto"


Il libro "10mila chilometri di moda" racconta i viaggi, ma è anche una guida dedicata alla fotografia di passerella. Per questo motivo, la scelta di una modella a figura intera, magari con un focus sulle gambe in movimento, l’avevo considerata seriamente per dare un impatto iniziale al progetto.


In effetti, le gambe sono il simbolo del dinamismo e della sfilata per eccellenza, ma non mi convincevano. Più guardavo quelle opzioni e più mi sembravano scelte scontate e banali. Mancava quell'anima, quel senso di scoperta che è il cuore del mio racconto. Volevo un’immagine che non fosse solo "moda", ma che trasmettesse seduzione e introspezione.




Una delle prove iniziali: dinamica, ma non rappresentava l'essenza del mio viaggio.



L’ispirazione di Barcellona e il dettaglio della nuca


La svolta è arrivata tra i file delle sfilate della Barcelona Bridal Fashion Week. Quest'anno la manifestazione festeggia il suo 40° anniversario e, per me, la Spagna e in particolare la BBFW di Barcellona ha sempre rappresentato un luogo di ispirazione unico.


Riguardando varie foto delle sfilate, mi sono fermato su un dettaglio: la nuca della modella. In quel frammento ho visto tutto quello che cercavo. La nuca è un elemento di seduzione silenziosa; è l'eleganza che non ha bisogno di guardarti negli occhi per colpirti.

A dire il vero avevo diverse possibilità, perchè tantissime sono le foto che ho scattato a Barcellona, una in particolare però sembrava richiamarmi più delle altre per i colori e per il dettaglio di un nastro nero in velluto che sulla schiena disegnava una forma a cuore o a "V".


Era un segno grafico perfetto: poteva indirizzare lo sguardo del lettore dritto verso il titolo del libro. La sfilata era della casa di moda spagnola Marco & Maria di Tenerife.


Lo scatto originale della sfilata di Marco y Maria


Il miracolo tecnico dei 45 Megapixel della Z8


Durante la sfilata, come si vede nella foto, non avevo scattato la nuca in primo piano, ma la modella a figura intera. Qui la mia visione creativa ha incontrato la potenza della tecnologia. La copertina definitiva infatti non è nata da un'inquadratura stretta fatta in camera ma è il risultato di un ritaglio, cosidetto "crop" estremo.




Poter compiere un'operazione del genere senza perdere la nitidezza necessaria per una stampa editoriale di alta qualità è possibile solo grazie a una strumentazione d'eccellenza. In questo caso, i 45 megapixel della mia Nikon Z8 sono stati determinanti: mi hanno permesso di "entrare" dentro lo scatto originale, isolare quel dettaglio millimetrico del nastro in velluto e trasformarlo in un'immagine iconica.


Bivio creativo, colore, bianco e nero, soggetto isolato.


In fase di elaborazione, però, ho affrontato un bivio creativo. Avevo provato a isolare completamente la nuca, eliminando la modella che precedeva nel flusso della sfilata. Il risultato? L’immagine appariva piatta, quasi senza respiro.

Ho capito che dovevo mantenere quella figura sfocata sullo sfondo: è quel dettaglio che dà profondità e restituisce il "senso di passerella". Senza di lei, sarebbe stato un ritratto statico, con lei, è il racconto di un evento vivo.

Definito il taglio ho provato anche una versione in bianco e nero che però non ha soddisfatto le aspettative.





La geometria dello sguardo: perché il titolo è lì


L’ultima sfida è stata puramente grafica: dove posizionare il titolo? Sopra la testa, accanto o sotto il nastro?

La scelta iniziale oltre alla nuca e allo chignon l'avevo fatta anche per un segno grafico perfetto: il nastro nero in velluto che guida l'occhio del lettore sul titolo del libro. Per rafforzare questa scelta grafica ho voluto provare a spostare il titolo nella parte superiore, poi a sinistra e destra ma naturalmente le linee di forza nella composizione visiva hanno una ragione logica e studiata per cui sono tornato alla prima scelta che era il punto di forza che stavo cercando. Il nastro di velluto nero crea una "V" che funge da vera e propria freccia naturale. Sfruttando questa spinta verso il basso, lo sguardo del lettore viene accompagnato esattamente verso il titolo del libro.



La fotografia come scelta di campo

Questa copertina è la sintesi del mio metodo: la fotografia di passerella non è solo documentazione di un abito che passa, ma è la capacità di vedere ciò che gli altri ignorano nel caos di un evento. Scegliere quella nuca, quel nastro, quel brand spagnolo, ha significato dare un’identità precisa a tutto il progetto.

È l'invito che faccio a chiunque sfoglierà "10mila chilometri di moda": non accontentatevi dello scatto facile. Cercate la vostra "V", il cuore nel dettaglio, perché è lì che si nasconde la vera seduzione.

Ti è piaciuta la storia della copertina? 

E tu, avresti scelto le gambe o la nuca? Avresti mantenuto la modella sullo sfondo?


 
 
 

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